giovedì 17 settembre 2020

I migliori rapper italiani: Massimo Pericolo

 

Massimo Pericolo è apparso dal nulla ma diversamente dal solito nel nulla non ci è tornato. Massimo Pericolo è rimasto nel rap italiano e con una manciata di video è diventato un classico. Ha uno stile difficile da definire, potente ma semplice, grezzo e preciso, come Bruce Lee ma con le rime. O come i barbari, che dai confini arrivarono nel cuore dell'impero portandoci dentro la periferia.

Baklava / cit. "C'ho una sola cosa buona che mi tiene dritto, Mi fa tutto quanto schifo, ma mi piace dirlo, E ora che lavoro tanto come una puttana, Torno a casa appiccicato come due baklava" 

Cella senza cesso /cit. "Odio le regole del cazzo perché mica gioco, E a volte ho così freddo cazzo che mi darei fuoco, Se basta prenderlo nel culo allora sono un frocio, Non tengo i piedi per terra perché ho sotto il vuoto"

7 Miliardi /cit. "Ma voi di che cazzo vi fate, Per mandarmi in galera d'estate?"

Sabbie d'oro /cit. "Io non so quanto costi un volo per i tropici, Tu non sai quanto cazzo costa essere poveri, I tuoi soprabiti e i tuoi soprammobili per cocainomani, Stanno nei caravan dei campi nomadi, Sbirro guarda un po' più in là del tuo binocolo, Non c'è una scelta se i bisogni te li impongono"

Ansia /cit. "Vogliamo il sole solo quando stiamo all'ombra, E siamo tutti nella stessa barca solo quando affonda"

Mahmood ft. Massimo Pericolo - Moonlight Popolare /cit. "Che schifo lavorare frate' o rappo o spaccio, Faccio la manicure così mi gratto il cazzo, Mi son fatto il gabbio tu ti sei fatto il mazzo, Ma di fatto tutti e due c'abbiamo in mano un cazzo"

Beretta /cit. "Dici: Per il cash non farei mai del male, Lo faresti per un pezzo di pane se avessi fame infame"

E per finire il pezzo che con due rime ha raso al suolo tutto il rap italiano del 2019. Contenuto in Machete Mixtape 4, Fabri Fibra e Massimo Pericolo - Star Wars /cit. "Fibra è il motivo se rappo, Mica il motivo se spaccio, Tu vuoi fottere con me sei meno duro del mio cazzo, Ne ho passate tante, Ma le ho fumate anche, Ho un amico che fa le rapine, Ma non ho fatto quella fine, Bel Paese una minchia, Ho mangiato più merda che pizza"



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lunedì 7 settembre 2020

I migliori pezzi tamarri del rap italiano

In Italia il rap si è sempre evoluto con un po' di ritardo, oggi si può dire che sia un genere maturo anche da noi. Per essere maturo ha dovuto attraversare la sua adolescenza ed accettare il fatto che tra le tante cose poteva e doveva anche essere ignorante e tamarro. Va bene la faccio breve ed arriviamo subito alle immagini che non so più leggere e scrivere:

Achille Lauro & Boss Doms vs Drake - Hotline Drin /cit. "A Roma tutti hanno il suo cell oooh, Tutti e pure io ce l'ho, So dove la prendo, So dove la portano"

Karkadan x Cairo Imbonati - Giuro Wallah /cit. "Non siamo quelli di Piazza Vetra, La terza G non vende la merda"

Jamil - Scarpe da pusher /cit. "Certe cose non le dico nel CD, Che gli infami frà ti ascoltano pure qui, La metà di chi frequento: arabi, Davvero poca gente nata qui"

Non possono mancare i Club Dogo, è grazie a loro se il rap italiano è arrivato in tutti i palazzi, vai:
Ragazzo della piazza - ft. Ensi /cit. "Sono cresciuto tra i cazzo vuoi, Quanto vuoi, Thc, 20 g, Motorini, Bella lì, Levis jeans, C'est la vie"
Ragazzi fuori - ft. Karkadan /cit. "I miei frà hanno una para nuova, Non farsi legare nei film di Raoul Bova"
Sempre in giro - ft. Vincenzo /cit. "Mi trovi a Milano tra gli scheletri nell'armadio, In tele con Super Mario con le Air Max 90, O in Circonvalla col T-MAX a 190"
Ed infine il pezzo che fa un 360° tra autocitazioni ed autoironia e diventa tamarro²: Minchia Boh /cit. "Arriviamo per spaccare tutto, Siamo in tanti e vi facciamo brutto, Su una ruota lungo tutto il viale, Abbronzati con il trifacciale, Quando arrivo devi farmi passare, Perché ho il booster con il differenziale"

Guè Pequeno - R.E.B. /cit. "Dietro di me i miei fratelli col Moncler tarocco, Devi farci entrare tutti quanti in blocco, Voglio soltanto un po' di Moet&Chandon, E dopo schiacciare come fa Lebron"
Enz Benz ft Guè Pequeno - Murcielago /cit. "Su sti rapper faccio le aperture come ad Ibiza, Tu porta fuori la tua tipa a mangiar la pizza"
Ma il meglio dell'ego-trip di Guè è il remix di Lamborghini (che cita il video Per la gente, quello con la Lamborghini nera, e fa cantare Elettra Lamborghini) Guè Pequeno - Lamborghini (RMX) ft. Sfera Ebbasta, Elettra Lamborghini /cit. "La sua pussy era così stretta, Tipo dove inserisci moneta, Il mio swag è di un altro pianeta, Pistola e lenzuola di seta"

Marracash & Guè Pequeno - Scooteroni RMX ft. Sfera Ebbasta /cit. "Coppia di campioni, Coppa dei campioni, Wroom Wroom Scooteroni, Sgaso sopra di te sopra di te rispetta i campioni, Wroom Wroom Scooteroni, Scoo Scooteroni"

Emis Killa & Jake La Furia - Malandrino /cit. "Qui in zona basta una chiamata, E tu sparisci abracadabra, Puttane e spie e gente di strada" - "Quando andavo a scuola da bambino, La gente nella classe mi chiamava malandrino, E avevo già l'orecchio fino per le sirene ni-no-ni-no" - "Metti il gettone che si vola, Gli scooter su una ruota sola, Facciamo dentro ai fogli viola, Le righe in una botta sola"

Anna - Bando /cit. "Ci beccavamo nel bando, Sopra il Booster, Anna fattura e no non parlo di buste"



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lunedì 22 giugno 2020

Capire il razzismo e le violenze della polizia


L'invenzione dell'uomo bianco, di Cesare Alemanni è una lettura fondamentale che riguarda tutti, perché sia nel razzismo sistemico statunitense che nelle migrazioni in Europa un ruolo fondamentale lo hanno avuto gli imperi coloniali e la tratta degli schiavi. E' il primo di cinque articoli dedicati al processo di istituzionalizzazione del razzismo negli Stati Uniti. Nel primo Cesare Alemanni ricostruisce i passaggi che hanno portato al momento in cui alcuni coloni si sono autodefiniti bianchi ed hanno schiavizzato i neri.

Altro importante lavoro giornalistico del 2019, è The 1619 Project, monumentale lavoro (dieci saggi, una raccolta di poesie e racconti, un reportage fotografico, una serie di podcast) prodotto per il New York Times Magazine da Nikole Hannah-Jones; lo descrive e racconta la sua influenza e le critiche Nicola Nosengo su il Tascabile.
Sempre su il Tascabile Paolo Mossetti racconta il dibattito sulle riparazioni seguito dopo la pubblicazione di un altro importante lavoro giornalistico, The Case for Reparations di Ta-Nehisi Coates sul The Atlantic.

Per capire cosa sta succedendo oggi, tra polizia, razzismo, e Black Lives Matter:

Abbattiamo le statue? Dibattiamone


Se il dibattito sulla statua di Montanelli vi ha già annoiati è perché forse siete finiti nel flusso sbagliato.
Lo scorso anno la vernice rosa su Montanelli aveva aperto riflessioni tuttora valide, interessanti e non ancora esaurite, ne avevo parlato in un articolo con Montanelli e PPP in rosa (nello stesso articolo tre approfondimenti, Davide Piacenza (Wired) sul fare attenzione ad idolatrare Elvira Banotti; Zad El Bacha (Vice) sul rapporto tra colonialismo italiano e lo sfruttamento sessuale; Jennifer Guerra (The Vision) per conoscere meglio Montanelli e quello che i suoi biografi non raccontano).

In questi giorni ci sono stati molti articoli interessanti.

domenica 10 marzo 2019

La vernice rosa su Montanelli è giusta o sbagliata?


La vernice rosa sulla statua di Indro Montanelli è giusta o sbagliata? Se cercate una risposta netta a questa domanda questo articolo non fa per voi. Perché?
Perché sotto quello strato di colore ci sono molte più questioni di quel che potrebbe sembrare, e se l'immagine di un Pasolini imbrattato ed accostato a Montanelli vi fa capire subito a quale altra storia voglio arrivare, sappiate che il percorso è più importante del punto d'arrivo; occorre però andare per gradi, prima i fatti, poi le polemiche, ed infine la parte veramente interessante, cioè le questioni che questo gesto ha aperto.

1. I fatti:
8 marzo 2019. A Milano alcune attiviste del movimento femminista Non Una Di Meno hanno versato della vernice rosa lavabile sulla statua del giornalista. Il movimento ha spiegato di aver voluto attirare l’attenzione su Montanelli che in Etiopia comprò (come molti altri ufficiali italiani) una ragazzina eritrea di 12 anni per averla in moglie ed avere con lei dei rapporti sessuali, chiedendosi se "sono questi gli uomini che dovremmo ammirare?".
Montanelli nel 1972 raccontò per la prima volta di questo episodio avvenuto negli anni Trenta, lo fece altre volte, nel 1982 e nel 2000, senza mai mostrare pentimenti o qualche forma di autocritica (alla fine dell'articolo trovate le parole con cui lo stesso Montanelli raccontava la vicenda).

2. Le polemiche:
Il gesto ha attirato molte attenzioni ed acceso polemiche su più livelli.
E' stata criticata la forma di protesta troppo simile ad un atto vandalico (non è stato subito chiaro che la vernice usata fosse lavabile) e sono state proposte diverse alternative, ne cito due tra le più interessanti, Maria Toscano ha proposto di erigere una statua dedicata alla bambina eritrea, mentre Francesca B. più sottilmente propone di scrivere sulla base della statua di Montanelli le parole agghiaccianti con cui lo stesso giornalista ha raccontato e spiegato quei fatti.
L'altra parte consistente delle polemiche è occupata dallo scontro tra due visioni, quella di chi crede che il comportamento di Montanelli appartenga ad un'altra epoca e mentalità e sia quindi da contestualizzare, e quella di chi fa notare che Montanelli ha avuto tempo e modo per ripensare a questa vicenda, senza però mai farlo.

3. Questo gesto apre ad una riflessione su numerose questioni. Quali?

mercoledì 16 gennaio 2019

I migliori rapper italiani: Blo/B



Blo/B è uno di quei rapper (rari) che rimane fedele al suo stile senza seguire le mode, ed allo stesso tempo riesce ad essere sempre attuale.

E' uscito da poco MoMA, un album concettuale ispirato all'arte contemporanea, prodotto da Gionni Gioielli sulla scia del precedente Young Bettino Story, con suoni e rime pazzeschi (sembra un distillato moderno di una jam old school piena di stile e gente presa bene).
Un album bomba dopo una carriera che arriva a 20 anni nel 2019.

Punk Rock /cit. "Voi pipistrelli io sono Ozzy, A 'sti pischelli stacco teste tinte a morsi, Voi fate gossip io cronaca nera, Sono il mostro sulla copertina di Cronaca Vera"

Flesh & Blood /cit. "Venuto su non con i pezzi con gli inni, Con le tag col fat cap con lo skinny, La corona arriva non al primo al nono inning, Jeans baggy palle che non stanno negli skinny"

Jackson Pollock /cit. "Vi metto un tubo in bocca come il tipo dei Chromeo, Non mi fotte un cazzo faccio di testa mia, Col flow vi spezzo gambe e vi faccio la terapia, Un consiglio fatevi una vita andate a fighe, Io cavalco questa wave lo tsunami di Hiroshige"

La mia Emme-I /cit. "Tre circonvalle quattro tangenziali, quattro linee metropolitane i punti cardinali, Big money nelle banche i viados nei viali, Una Madonna d’oro sopra il Duomo prega che si chiudano sti affari, Nove zone un agglomerato urbano, La mia Milano parla arabo cinese indiano sudamericano, Dagli attici in zona uno ai muri del pianto in amianto, Pulsa il Boom Bap sotto questo cielo bianco, A bassa voce bombarda depositi delle Nord, La mia Milano fumava joint fuori dallo Show Off, A dormire mai presto, Bassi come maestro, Abbiamo avuto il piombo il fango e le bombe di via Palestro"

Calvario /cit. "E neanche voi puttane mi avete ucciso sta passione, Avete inciso il vostro nome dentro i cessi alla stazione"

The Driller Killer /cit. "La tua top model magra mo' si mangia 'sti mattoni, C'ho cortometraggi punk contro cinepanettoni" 

Titoli di testa /cit. "Ah cielo nero ah cuore nero, C'ho l'umore nero e il doppio taglio a testa zero, Non è rap trap mille sfumature Eron, Ma ho sentito la tua roba e sto rivalutando l'ero" 

Altri pezzi da non perdere: Contro/Contro / Marcel Duchamp / Taki 183 / Andy Warhol & The Factory / Damien Hirst

In Flanders Fields di Berlinde De Bruyckere - (Capire l'arte contemporanea)



Ci sono 3 cavalli, contorti, rovesciati in terra, sono in mostra alla Fondazione Prada.
Cosa rappresentano, e perché sono completamente ricoperti di pelle?

Lo spiego nel primo video della serie "Capire l'arte contemporanea".


I tre cavalli sono sculture a grandezza naturale, parte di un'opera intitolata In Flanders Fields (Nei campi delle Fiandre).
Il titolo dell'opera prende il nome dal museo che l'ha commissionata, che a sua volta prende il nome da una poesia del 1915, scritta da John McCrae, medico e soldato canadese, impegnato nella seconda battaglia di Ypres.
I versi di In Flanders Fields diventeranno celebri in tutto il mondo, ed il museo di Ypres dedicato alla Prima guerra mondiale prende da qui il suo nome.

Nel 2000 il museo ospita in residenza un'artista belga, Berlinde De Bruyckere, che inizia la sua ricerca e nell'archivio, tra la documentazione fotografica delle battaglie, trova alcune immagini di cavalli morti.
L'artista è colpita da quelle immagini, capisce che quei corpi animali possono essere un veicolo potentissimo per parlare della guerra.

Se pensiamo ai cavalli della pittura e della scultura, sono quasi sempre legati a condottieri, battaglie e scontri, si può quindi parlare di guerra attraverso l'arte ed i cavalli perché c'è un'eredità storica e culturale che si è stratificata dentro di noi. Berlinde De Bruyckere ha preso questo immaginario e lo ha ribaltato, letteralmente.

sabato 5 gennaio 2019

I migliori rapper italiani: Gionni Gioielli


Gionni Gioielli lo conosciamo tutti, i suoi pezzi con Noyz Narcos e Nex Cassel, l'appartenenza alla crew Adriacosta Records. Ma finalmente con l'album Young Bettino Story Gionni Gioielli si è svelato per quello che è, un diamante grezzo che incide il panorama italiano con un prima e dopo MRGA (l'etichettà Make Rap Great Again con cui sta sfornando concept album bomba).

Young Bettino Story è un concept album che nel rap italiano mancava, produzioni curatissime (come quelle del nuovo album MOMA di Blo/B + Gionni Gioielli), ottime barre e tanta originalità, basta scorrere la track list per farsi un'idea:

1. Craxi Era
2. Gualtiero Marchesi
3. Moana Pozzi
4. Sigonella (Ft. Egreen, Gionni Grano & Nex Cassel)
5. Umberto Smaila (Ft. Loop Loona)
6. Gianni Demicheli$
7. Giovanni Spadolini (Ft. Blo/B)
8. Giorgio Armani
9. Yasser Arafat (Ft. Lil'Pin)
10. Antonio Di Pietro (Ft. Dium)
11. Hammamet
12. Francesco Damiani

Ok, basta parlare ed ascoltate qui.

Craxi Era  è la traccia che apre l'album, c'è tutta la potenzialità di una nuova era, di un nuovo corso /cit. "Con un milione di euro ma con mezzo pure, Farei uscire Perignon dalle tubature, Trasporterei Milano fino in riva al mare, Farei smettere sti scarsi di rappare"

Sigonella (se non sapete cosa è successo a Sigonella leggete questo articolo) /cit. "Gioielli è per la gente è una cosa di famiglia, Se non sei mio parente paghi la tangente, Torta fragole e vaniglia, Salta fuori la Buccino nuda che mi canta Auguri Mr. Presidente"

Hammamet  è la penultima traccia, quella della disillusione, della fine, del guardare cosa è rimasto alle spalle /cit. "Dovrei svegliarmi ricco dentro a una Bugatti, Invece c'ho l'affitto e pure gli arretrati, Faccio rap che è religione scrivo ste preghiere, Lei c'ha voglia di parlare io voglio solo bere, Lei c'ha voglia che la stringo forte che la spingo forte, Finché ci spegniamo come stelle morte, Finché ci svegliamo e siamo ancora soli, E siamo troppo stronzi per finire dentro alle canzoni"

Ascoltate anche gli altri album: Michele Alboreto / Pornostar / Pray for Italy / 5 bambole per la luna d'agosto



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La mostra sul Barocco alla Fondazione Prada è assolutamente da vedere


Sanguine – Luc Tuymans on Baroque, alla Fondazione Prada fino al 25 Febbraio 2019, è la mostra da vedere se ancora non lo avete fatto, o da rivedere per scoprirne nuovi dettagli.

La prima cosa da dire è che è un’occasione unica per vedere dal vivo alcuni capolavori dal forte impatto visivo ed emotivo dell’arte barocca e contemporanea, dai dipinti di Caravaggio ai cavalli rovesciati di Berlinde De Bruyckere, dai video di Pierre Huyghe e di Diego Marcon a Fucking Hell dei fratelli Jake e Dinos Chapman.

Le altre ve le dico su Fortementein, suggerendo un percorso nel percorso, un sentiero per condurvi al cuore pulsante della mostra.


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Chi è Vladimir Cauchemar? L'uomo che suona il flauto in Aulos



Quando qualcosa di strano mi entra in testa devo scoprire tutto il possibile.
Si chiama Vladimir Cauchemar ma questo potrebbe non essere il suo vero nome.
Non si conosce la sua età, la provenienza e neanche che faccia abbia, esatto, perché potrebbe non essere lui l’uomo in dolcevita rosso mattone e pantaloni senape che suona, balla e vi buca il cervello nel video Aulos.

Benvenuti nel trip, il viaggio lo si fa su DailyBest.


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Carlo Carrà a Palazzo Reale fino al 3 febbraio 2019



Carlo Carrà a Milano, Palazzo Reale, fino al 3 febbraio 2019, è un’imponente mostra che riunisce 130 opere esposte cronologicamente, dal 1900 con due piccoli quadri divisionisti, fino al 1966 con l’ultima natura morta dipinta prima di morire.

Carlo Carrà (1881 – 1966) è un pittore poco riconoscibile, con uno stile impersonale che ha subito molte influenze da autori più noti ed originali, eppure in questa mostra si possono scoprire e apprezzare sfumature della sua opera che è difficile cogliere altrimenti, il merito è dovuto alla scelta delle opere, che scandiscono cronologicamente il percorso artistico di un autore non facile, e alla suddivisione in 7 sezioni, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile di Carrà.
Continua a leggere su Fortementein.


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L'adorazione dei Magi del Perugino a Palazzo Marino, gratis


L’adorazione dei Magi dipinta dal Perugino, è l’opera scelta quest’anno dal Comune di Milano per il tradizionale incontro tra arte e cittadini.

Le porte di Palazzo Marino si aprono per ospitare un capolavoro della pittura nella sala Alessi.
Fino al 13 Gennaio 2019 potrete ammirare questa pala d’altare realizzata per la chiesa di Santa Maria dei Servi a Perugia e conservata alla Galleria Nazionale dell’Umbria.
L’Adorazione dei Magi permette di vedere da vicino un momento di cambiamento della pittura italiana, nel suo passaggio dal tardogotico al rinascimento, un'opera ricca di dettagli meravigliosi e carica di significati, scoprite di più in questo articolo scritto per Fortementein.


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giovedì 11 ottobre 2018

La destra e le violenze della polizia sono collegate?


Durante il processo per la morte di Stefano Cucchi, uno dei carabinieri indagati ha ammesso che Stefano è stato violentemente picchiato ed ha accusato altri due carabinieri a processo con lui di esserne responsabili. Lo ha riferito oggi il pubblico ministero Giovanni Musarò. Se il pestaggio ci sia effettivamente stato e sia stato mortale sarà la giustizia a stabilirlo. Rimanendo a distanza dagli eventi che ruotano attorno alla tragica morte di Stefano Cucchi si può usare questa notizia come punto di partenza per un altro percorso, in modo da leggere in controluce temi che si trovano troppo spesso uno accanto all'altro, senza ordine e senza spazi di riflessione; i temi sono tre:
Il reato di tortura al quale si oppongono Salvini e gran parte della destra italiana, la vicinanza tra destra e forze di polizia, gli eccessi di violenza delle forze dell'ordine.

L'opposizione al reato di tortura espressa dal Ministro Salvini e da altri esponenti della destra italiana, è dipinta come una posizione pragmatica in favore e difesa delle forze dell'ordine, ma in realtà è soprattutto espressione di un sentimento politico utile a prendere una posizione forte e netta per strumentalizzarle, creando una divisione nel dibattito, così da inglobare una categoria di lavoratori ed una parte dello Stato all'interno di un'area politica definita, in questo caso, appunto, la destra.

La sinistra invece rimane a guardare, incapace di superare i propri tabù, ha mostrato scarso interesse per le forze dell'ordine e le forze armate, e quando lo ha fatto è stato quasi sempre a livello istituzionale e non politico, tanto che dal 1968 in poi si fa fatica a citare altri che non siano Pasolini ed il suo «Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti».

La vicinanza tra destra e forze armate e di polizia è sia storica che culturale. Dopo la Seconda Guerra Mondiale vennero azzerate le gerarchie fasciste, e le milizie partigiane vennero integrate nei corpi di polizia, ma sotto il Ministro Scelba ci fu un rapido cambiamento ed una riorganizzazione che servì a diluire la presenza della sinistra nella polizia militare, soprattutto nella Celere (poi trasformata nei Reparti Mobili). Scelba cercava in questo modo di reagire con fermezza alle frequenti tensioni ed alle proteste di piazza dei lavoratori, e preparava questi apparati dello Stato a possibili tensioni di scala molto maggiore durante la Guerra Fredda. Da questo momento in poi la sinistra e le forze armate e di polizia sono state culturalmente distanti, fino ad arrivare alle manifestazioni del G8 di Genova nel 2001, dove l'espressione di un movimento antiglobalista, anticapitalista e tendenzialmente di sinistra è stata repressa con violenza, repressioni a volte disorganizzate altre volte pianificate, ma sempre brutali, riconosciute come atti di tortura dalla Corte europea dei diritti umani.

Se è vero che ci sono ragioni storiche e culturali a far sì che la destra sia più vicina a chi nello Stato è chiamato ad avere ed esercitare il monopolio della violenza, è anche vero che la sinistra non ha fatto nessuno sforzo per allentare questo legame. L'impressione è che la sinistra abbia vergogna e paura di certi temi e concetti. La bandiera, la nazione, la patria, il sacrificio, il coraggio, la forza, la violenza quando necessaria, sono lasciati a totale disposizione della destra, che se ne appropria, ne fa un bottino politico, uno strumento di propaganda e di aumento del consenso.

giovedì 13 settembre 2018

Sulla mia pelle ti farà male, e va bene così



Sulla mia pelle, guardatelo, non è cruento, è un film perfetto. Perché ha tutti gli ingredienti per essere morboso ed invece, nonostante sia doloroso e necessario è un film delicato.
È costruito con la delicatezza di un vento che dirada la nebbia e mostra cosa succede nelle case, nelle strade, nelle caserme. Nei tribunali, negli ospedali, nelle prigioni.
Lo fa usando tra i tanti strumenti di regia e scrittura, quelli più impalpabili. Sguardi, silenzi, una comparsa inquadrata da lontano che si adagia sulla sedia in un gesto che racconta molto più di un dialogo.
Ma quanto pesa questa delicatezza? Quanto va a fondo? Tanto. Molto.
Non ci sono buoni e cattivi, c'è di più, non c'è la denuncia del sistema, c'è di più, c'è qualcosa che va oltre il fatto di cronaca ed oltre la trama. Cremonini e Borghi hanno fatto un film universale perché parla dell'animo umano, di come sia facile farlo abituare alle cose sbagliate, anche alle peggiori.
È questa anestesia dell'anima che ha ucciso Stefano Cucchi. Si è lasciato morire come farebbe un animale ferito, spaventato se si prova ad aiutarlo, nessuno lo ha capito o lo ha voluto capire nonostante la sua paura fosse lì sotto gli occhi di tutti, evidente come un ematoma che si allarga sotto la pelle e diventa più scuro giorno dopo giorno.
Non vediamo chi ha "ferito" Stefano, anzi, chi lo ha massacrato fino a rompergli la forza di vivere. Non lo vediamo perché il film si basa solo sui fatti accertati negli atti processuali, ad eccezione delle ultime parole di Stefano, che sono rivolte a chi, a Dio? A Marco? Forse ad entrambi, forse anche a noi perché il film minuto dopo minuto ci avvicina a Stefano e quando morirà saremo accanto a lui. Almeno nella finzione Stefano non è morto da solo.
È straziante vedere una persona che muore lentamente, fa male, prendiamo quel male e teniamolo dentro per ricordarci quanto sia facile abituarsi alle cose sbagliate, quanto è facile fare del male ad un'altra persona. A volte basta un gesto poco attento, un pacchetto di sigarette spostato. Guardatelo, capirete.



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mercoledì 22 agosto 2018

5 cose che possiamo imparare dal caso Asia Argento - Jimmy Bennet


1. Il movimento #MeToo oggi è a rischio, l'immagine è compromessa dalle molestie sessuali che un giovane attore ha denunciato di aver subito da parte di Asia Argento. MeToo, nato per mostrare quanto le donne siano soggette alle molestie sessuali, anche nel mondo del lavoro, anche in ambienti privilegiati come Hollywood, si è legato ed è cresciuto grazie a figure diventate iconiche come Asia Argento, ma questa è stata un'arma a doppio taglio, l'attenzione verso un tema si amplifica ma quando un'icona si dimostra falsa tutto il movimento può risentirne. Bisogna separare #MeToo da Asia Argento, ed in generale da altre personalità, ma bisogna anche ricordare che le molestie e le violenze subite da parte di Weinstein sono vere e comprovate, anche e soprattutto oggi quelle subite da Asia Argento.

2. Bisogna ricordare che anche per Jimmy Bennet devono valere le difese contro le accuse strumentali rivolte alle donne, tipo: Perché denuncia solo ora? Sarà solo in cerca di attenzione e visibilità? Perché si sente molestato e violentato se i rapporti sessuali erano consensuali?

3. Quest'ultima domanda ha bisogno di una risposta specifica.