sabato 28 marzo 2009

Il Papa ed i preservativi



Le sciocchezze del Papa sui preservativi dannosi, un po' di numeri, statistiche e dati, le tesi dei cattolici e le loro confutazioni, il caso Uganda, e la subdola propaganda che mira a far apparire la morale cattolica come la salvatrice del mondo.


1. I fatti:
- Il 17 marzo, durante la conferenza stampa sul volo che lo portava in Africa, il Papa ha parlato tra le altre cose del problema AIDS, ed ha dichiarato in sostanza che: "Serve un rinnovo spirituale e umano della sessualità" e che "non si può superare (l'epidemia di aids) con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi."
- Tra i tanti a contestare il Papa per queste dichiarazioni, ci sono alcuni governi europei e la stessa Unione Europea. La sostanza delle contestazioni si concentra sul concetto secondo cui i preservativi siano dannosi, non sul resto.
- Schiere di cattolici hanno subito difeso il Papa da queste critiche puntuali, relative al concetto di "preservativo dannoso" ed insieme, l'opinione pubblica legata al mondo cattolico ha fornito tutta una serie di dati per sostenere quanto detto dal Papa.
Alcuni illustri commentatori, si sono invece felicemente concentrati sull'utilizzo della parola "preservativi", dichiarando con gaudio che era la prima volta che un Papa utilizzava quella parola: che bel commento.
Come se il Papa fosse un'anziana dama, passata con l'età dalla pudicizia alla prurigine. La forma sarà anche importante e degna di analisi. Infatti, gli illustri commentatori vaticanisti, sanno che in certi ambiti la forma è sostanza; ma qui il Papa non parlava ex cathedra, era un'intervista, e concentrarsi sulla forma dimenticando il contenuto non è bene per un giornalista, (tra l'altro la parola preservativo ha un'accezione legata al controllo delle nascite mentre quella legata al contrasto della diffusione di malattie sessualmente trasmissibili è profilattico).

2. I dati e le loro confutazioni:

- Dichiarazioni del Papa dal sito del Vaticano: "....Direi che non si può superare questo problema dell'Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c'è l'anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di profilattici: al contrario, il rischio è di aumentare il problema" (cfr: http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2009/march/documents/hf_ben-xvi_spe_20090317_africa-interview_it.html ).
Invece giornalisti presenti alla conferenza hanno registrato queste parole, citando il Corriere della Sera: Dalla sbobinatura della registrazione in possesso dei giornalisti, le parole di Benedetto XVI risultano invece nel seguente modo: «...direi che non si può superare questo problema dell'Aids solo con i soldi, che sono necessari, ma se non c'è l'anima che sa applicarli, non aiutano; non si può superare con la distribuzione di preservativi che, al contrario, aumentano il problema».

- Inefficacia del preservativo: La frase del Papa "i preservativi aumentano il problema", è spiegata da alcuni suoi difensori sostenendo che la mancanza di acqua, il clima caldo e polveroso africano, aumentano le possibilità di rottura del preservativo, così come lo aumentano l'inesperienza nell'uso ed uno stile di vita più rurale (cfr. con http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=14466 ).
Tra le tante controcritiche a chi ha accusato il Papa di aver sbagliato, questa è la più sensata. Ma la visione dell'Africa solo come enorme villaggio sperduto, è quanto meno riduttiva. La testimonianza di Rose Busingye (riportata nel link precedente) è importante, ma è un'esperienza, ed in quanto tale è un po' poco per cavarne fuori una teoria così assoluta del tipo "in Africa è inutile distribuire preservativi perché tanto non si possono usare" ( teoria supportata dal pietismo silenzioso del pensiero "africano-negro-stupido-sporco-no-capace-usare-condom-senza-rompere"). L'esperienza testimoniata da Rose Busingye non è marginale, forse è dominante, ma la vita urbana in Africa non è nettamente inferiore.
La popolazione urbana africana si sposta verso quota 45% e nell'Africa subsahariana (quella dove l'aids è più diffusa) la percentuale è maggiore, e sono proprio le aree urbane quelle più colpite.
Queste aree di forte crescita urbana, non hanno sicuramente tutte degli standard occidentali, ed è anche vero che la popolazione urbana vive in alcuni casi in luoghi sporchi e malsani, ma l'accesso all'acqua è più facile rispetto al villaggio. Rispetto poi alle temperature africane, si può dire che non sono dissimili da quelle del resto del mondo attraversato dalle stesse fasce climatiche, proclamare quindi l'assoluta inutilità del preservativo per ragioni climatico-tecnico-logistiche è una palese esagerazione.

- I paesi africani con maggior diffusione del cattolicesimo sono quelli con minor diffusione dell'AIDS. Questo, è un mediocre tentativo di veicolare un altro messaggio, ma nella sua mediocrità è anche subdolo:
subdolo perché è falso.


Attraverso questi link si può avere una panoramica di:
diffusione aids
diffusione cattolicesimo
maggioranze religiose per paese
religioni nel mondo
Perché i difensori del Papa usano questa statistica? (i paesi africani con maggior diffusione del cattolicesimo sono quelli con minor diffusione dell'AIDS.)
Per dimostrare che i cattolici sono più virtuosi?
Bene, ma allora i più virtuosi sono i mussulmani, perché in realtà, i paesi africani con maggior diffusione dell'islam sono quelli con minor diffusione dell'AIDS.
Oppure, usano questa fantomatica statistica, per dimostrare che l'atteggiamento che la morale cattolica propone (cioè l'astensione) è migliore di quella laica che punta sui preservativi? Ma allora, bisogna anche notare però, che c'è un'alta diffusione di aids in paesi africani a maggioranza protestante, ed è difficile affermare che la morale di queste due confessioni sia sostanzialmente differente. Tra l'altro poi, si scopre che ci sono paesi con religioni non-monoteiste, ma più vicine all'animismo, dove i costumi sessuali sono diversamente regolamentati dalla morale e dove le diffusioni di aids sono pari a quelle dei paesi a maggioranza cattolica.
Oppure, si utilizza questa statistica per dimostrare che, dove le missioni cattoliche sono intervenute la situazione è migliorata?
Credo che questa non sia un'opinione sbagliata, anzi, ma ciò non significa che l'atteggiamento dei non-cattolici sia errato, e neanche che l'atteggiamento dei missionari sia coincidente con le parole del Papa
(cfr. http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42068girata.asp ).
Tra i cattolici ci sono voci critiche, magari in sordina, ma non troppo di minoranza, ci sono vescovi, teologi, fedeli e soprattutto missionari che scontrandosi con la realtà consigliano l'uso del preservativo, dato che hanno un approccio pragmatico al problema.

3. Per finire:
Il successo del caso Uganda, citato dai difensori del Papa e delle tesi papali. (cfr. http://www.avvenire.it/Chiesa/Il+successo+dellUganda+d+ragione+al+Papa_200903190735076170000.htm)
Il successo ugandese ha una serie di fattori: primo, l'impegno politico.
Lo stato si è impegnato a fondo per debellare la malattia, impegno che i governi di altri paesi africani hanno fatto mancare.
Secondo, i soldi. Il programma anti-aids ugandese, ha visto coinvolti tra gli altri gli Stati Uniti e la Banca Mondiale, è palese che un programma supportato da un'ingente spesa economica risulti più efficace, confrontare paesi sui quali sono piovuti soldi con altri dove c'è siccità di aiuti, appare inutile ai fini della comprensione del problema.
Terzo, il programma ugandese è sintetizzabile in ABC (abstain, be faithful, use condoms = astieniti, sii fedele, usa il preservativo).
I tre canali del programma hanno ovviamente storie differenti, Be faithful appartiene alla prima fase del programma ed attualmente sta perdendo importanza. Abstinence è negli ultimi anni fortemente promossa dagli Stati Uniti attraverso il PEPFAR. Condoms ha subito fasi alterne di larghe distribuzioni e ritiri di preservativi.
Bisognerebbe poi considerare anche come abbiano influito altri fattori, oltre all'abc program, ad esempio quanti malati di aids sono morti prima e durante gli anni iniziali dell'abc program impedendo quindi un'ulteriore ondata di infezioni. Il successo ugandese non è, quindi, solo di chi vede nell'astinenza la soluzione né di chi vede nel preservativo l'unica arma.*

4. Conclusioni:
La vicenda delle critiche al Papa: sostenere che i preservativi producano un danno o non abbiano un ruolo nella soluzione è falso. Il Papa ha detto il falso. E' per questo che ci si incazza, e tanto, e ci si incazza ancora di più quando viene detto che non si può criticare una personalità pubblica anche se dice scemenze facilmente confutabili.
Perché bisogna essere attaccati per aver criticato il Papa? Perché i laici devono piegarsi al dogma dell'infallibilità papale? Perché il Papa si nasconde dietro la sua intoccabilità ultraterrena e non ritorna sulle sue parole, non si preoccupa di spiegare un pensiero che ha suscitato tante polemiche?
Discutendo sull'argomento mi è stato risposto: La chiesa è contro il preservativo perché simboleggia la morale disumana del "fai ciò che vuoi e fregatene", la deresponsabilizzazione e l'istintività. Esatto, la chiesa -una parte- è contro un simbolo, anche se questo simbolo (insieme ad altro) contribuisce a proteggere delle vite.




*Altri esempi di lotta all'aids:
In generale, le condizioni di povertà, la mancata distribuzione di farmaci antiretrovirali, le scarse conoscenze medico-sanitarie, hanno favorito il dilagare dell'epidemia nonostante alcuni paesi abbiano visto la distribuzione gratuita di preservativi. Un'unica tattica non è efficace, e il successo di una tattica o di un insieme di queste non risulta sempre vincente quando è esportato in altri paesi.
In Botswana, nonostante l'azione del PEPFAR, c'è il secondo tasso più alto di malati.
In Nigeria, la forte presenza di missioni cristiane ha dato bassi tassi di aids anche con scarsa distribuzione di preservativi.
In Zambia, la forte presenza cristiana, la forte spinta verso l'astinenza ed il basso utilizzo dei preservativi, hanno dato alti tassi di diffusione della malattia.
In Zimbabwe, si sono registrati miglioramenti recenti grazie alla larga distribuzione dei preservativi, i tassi di diffusione comunque rimangono non bassi.
In Sudafrica, ci sono alti tassi di diffusione, nonostante le maggiori possibilità economiche e la distribuzione di condoms. Le difficoltà nascono dalla complicata situazione culturale e linguistica del paese, che rende inefficienti le campagne informative; c'è poi il problema dello stupro delle vergini (credenza per la quale chi fa sesso con una vergine -più piccola è meglio è, con casi di stupri di neonate- guarisca dall'aids) che ha radici nell'Inghilterra vittoriana e da lì si è diffusa e persiste ancora oggi in Sudafrica e Zimbabwe.


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2 commenti:

  1. Perchè ti scaldi tanto per quello che dice il Papa? Se non lo condividi vai per la tua strada, niente e nessuno ti obbliga a seguirlo, se non la tua coscienza! Ricordati che sei nato libero e liberamente puoi scegliere!
    Perchè vuoi che Lui cambi parere? Qualcuno vuole lo stesso da Te? Mi dirai: << Ma il Papa è molto influente presso i credenti! La Sua parola conta molto!>>
    Ne sei convinto? Ma ti sei visto attorno? Tutti noi siamo liberi di scegliere davanti a Dio: anche tu!
    E poi, ti assicuro che conosco più di un ateo che non usa il preservativo, semplicemente perchè non gli piace!
    Perciò lascia la libertà al Papa di dire quello che vuole, come te; criticalo, ma non pretendere che non possa parlare o peggio che rinneghi se stesso e quello a cui crede.
    Ciao, bello!

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  2. Ciao anonimo/a
    Eccoti qui a recitare il tuo ruolo alla perfezione. Sei il lampante esempio di cattolico sempre pronto a difendere il Papa, accusando chiunque di volerlo zittire.

    Mi sembra tu non abbia colto il senso dell'articolo, forse è troppo lungo o impegnativo da leggere. mea culpa.

    Riassumo in breve:
    Non ho mai detto che il Papa non abbia diritto di parlare, o che debba tacere su certi argomenti o che debba assumere posizioni laiche.
    Il Papa non ha dato semplicemente la sua opinione su un argomento controverso, ha detto che i preservativi sono dannosi. Cogli la differenza? Capisci che portare dei dati di fatto che sono palesemente errati ti espone a delle critiche?
    E perché, di grazia, non si può criticare il Papa su dei dati di fatto?
    Di questo si parla, solo di questo.
    I preservativi sono dannosi? si o no? E' solo questo.
    Ma invece di rispondere alle critiche, il Papa si ripara dietro la sua santità mentre schiere di cattolici e politicanti si fanno avanti con le facce contrite parlando di "gravi attacchi alla chiesa"...
    Ecco, ho provato a farla breve senza tralasciare nulla.
    Lascio invece a te, il compito di riflettere su quanto possa essere pertinente un confronto tra atei occidentali che non usano il preservativo e popolazioni africane afflitte dall'aids.

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Dimmelo