venerdì 10 luglio 2009

Commento sulle Ronde di volontari (DDL sicurezza. Articolo 3, commi 40 41 42 43 44)

L'articolo 3 prevede per i sindaci la possibilità di affiancare associazioni di cittadini alle forze di polizia, con il compito di segnalare situazioni in cui sia necessario l'intervento delle stesse. Le associazioni dovranno essere iscritte in un elenco tenuto dal prefetto, e tra queste i sindaci dovranno scegliere, in via prioritaria, quelle costituite da appartenenti in congedo alle Forze dell'ordine, alle Forze armate, e agli altri Corpi dello Stato. Le associazioni iscritte negli elenchi non devono essere destinatarie di risorse economiche a carico della finanza pubblica, non è chiaro se questa specifica valga anche per quelle associazioni (ex Forze dell'ordine, ex Forze armate, etc.) che hanno una priorità sulle altre.
Questa è in sintesi la legge, ora le riflessioni:
- Più gente c'è per le strade meglio è, si spera che le associazioni di volontari portino più sicurezza e quindi ripopolino le strade di cittadini evitando quindi di lasciarle preda del degrado.
- Si spera che nessuna di queste associazioni, nessuna, riceva alcun tipo di sovvenzione diretta o indiretta, è inutile spendere risorse (anche minime) per compiti di blando supporto quando le forze dell'ordine vivono ormai da tempo con ampia scarsità di risorse* (scarsità di risorse dichiarata dalle stesse forze dell'ordine, non da qualche fantomatico nemico del governo).
- Alcuni sindacati di polizia dichiarano che le ronde sono inutili e dannose perché impegneranno le forze dell'ordine in compiti di controllo e difesa dei cittadini volontari.
- Per concludere, bisogna segnalare che alcune associazioni di volontari desiderosi di pattugliare le strade si sono distinte di recente per la loro appartenenza a gruppi politici o ad ideologie pericolose, non si può nascondere il probabile problema della caccia-al-diverso (caccia al negro, al frocio, al fascista, al comunista, al tifoso avverso, al giovane, allo zingaro, al ricco, al barbone...sono solo alcune tra le tante). Impedire l'uso di simboli, richiami politici e divise non garantisce sulle intenzioni dei volontari, anzi, se non si risolve il problema sul nascere (ad esempio vietando le associazioni e costituendo solo un unico elenco di cittadini volontari organizzato dal comune di appartenenza, evitando così il pericolo che le associazioni abbiano una visione ideologica della sicurezza) è meglio che ci siano questi simboli, queste camice nere, e che siano ben visibili così che i cittadini possano capire a vista d'occhio che c'è un potenziale pericolo e che è meglio sottrarsi a questi nuovi padroni della strada...e di nuovo tutti a casa: strade pattugliate ma vuote.

* Non ci si stupirebbe più di tanto nel veder assegnati dei fondi a queste associazioni vista la tendenza a spendere soldi in operazioni inutili sul versante sicurezza. L'operazione "strade sicure" che impiegava 3000 militari (ora 4000) nelle città italiane, ha un forte impatto economico. I militari in quanto professionisti hanno uno stipendio fisso, e nel momento di un loro impiego in un teatro operativo, e l'operazione "strade sicure" è così considerato, devono ricevere quello che in sostanza è un aumento di stipendio, che in questo caso specifico dovrebbe aggirarsi intorno ai 500€ in più mensili. Un breve calcolo dimostra quanto sia onerosa la presenza dei militari sulle strade italiane, quelle risorse potevano essere impiegate per le forze dell'ordine (che hanno pieni poteri d'intervento a differenza dei militari che invece possono solo identificare e perquisire ma non arrestare). I militari sono un supporto utile, spettacolare ma molto dispendioso.

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