venerdì 4 settembre 2009

Fantapolitica 1: Feltri, Boffo, Berlusconi, la CEI e la balera

Fantapolitica:



Parte 1: Perché Feltri attacca Boffo?
A mio avviso Feltri, con una tattica studiata attentamente, attacca Boffo per tentare di puntellare un edificio che sta iniziando a cedere: quell'edificio si chiamava Casa delle Libertà. Oltre alla già nota antipatia tra i due alleati principali (AN nazionalista contro la Lega separatista) ed una Lega troppo forte rispetto agli anni passati, ora si aggiungono gli attacchi di Avvenire e quindi della CEI e di altre voci influenti della chiesa. Per evitare che il PDL subisca seri danni fino a sbriciolarsi Berlusconi deve almeno arginare le polemiche di una parte dei cattolici. Forte del supporto dei ciellini e di una buona parte di cattolici affezionati non rimaneva che andare allo scontro, era ovvio che lo scontro non poteva essere diretto e aperto, ecco così l'intervento di Feltri, un attacco personale ad una figura di spicco, un attacco il cui scopo non va cercato nella mera vendetta, lo scopo è tentare di spostare lo scontro dalla critica al muro contro muro, per replicare il meccanismo dell'anti-Berlusconismo aggiungendo ai comunisti i cattocomunisti, e non importa se tra gli accusati di essere cattocomunisti ci sono personaggi che fino a poco tempo prima davano un sostegno acritico a Berlusconi, non importa perché in un paese che non ha memoria, la forza degli slogan è devastante, anche quando gli slogan sono ridotti a delle banalissime etichettature.

Parte 2: Perché Boffo attaccava Berlusconi?
- Partiamo da un dato di fatto, la chiesa è molto più complessa di quell'immagine (già di per sé non monolitica) che se ne può avere se si analizza quell'interminabile ballo di umori, idee e pensieri relativi alla vita civile intesa come vita quotidiana nello Stato. Questa complessità si fa più acuta nel momento in cui si osserva quel gruppo di persone che hanno una più diretta influenza nella politica del nostro paese, cioè le gerarchie della chiesa e con loro i laici a capo di organi ad essa legati ed i vertici di associazioni e movimenti cattolici.
La chiesa però a differenza della politica nostrana è più silente, a parte quelle dei mass media cattolici le altre voci sussurrano a pochi orecchi, le uniche voci che si sentono (e quasi mai per dialogare) sono quelle di pochi vertici delle gerarchie cattoliche.
Questa complessità di vedute politiche, che però si risolve all'ombra dei palazzi, rende la situazione attuale molto fumosa.
- Scendiamo ancora un po' nel dettaglio, due dati sulle critiche dei media cattolici a Berlusconi prima di fare una rocambolesca discesa nella Fantapolitica di questo periodo:
Che la stampa cattolica critichi Berlusconi non è una novità, Famiglia Cristiana, diretto da don Sciortino, lo fa da molto tempo, l'ho ha fatto su argomenti come la guerra in Iraq, l'immigrazione, le intercettazioni telefoniche l'editto bulgaro e molti altri.
Nel panorama delle polemiche è invece risultata suonare nuova la voce di Avvenire, diretto da Dino Boffo, perché? Perché Avvenire è la voce della CEI, cioè dei Vescovi Italiani, il cui precedente presidente, Camillo Ruini, è stato molto attivo nella vita politica Italiana dal periodo 1991-2007, appoggiando spesso il governo Berlusconi. Boffo (scelto come direttore dallo stesso Ruini) ha criticato Berlusconi sia sul piano personale sia su quello politico.
- Ed ora in picchiata verso la fantapolitica:
Boffo nel 1991 divenne vicedirettore di Avvenire e nel 1994 passò a direttore, cosa ha generato questo valzer tra amanti? Cosa è cambiato dal 1994 ad oggi? Forse Boffo? O forse i Vescovi si sono stancati dell'amoralità privata di Berlusconi? Oppure una fazione della chiesa ha altre intenzioni politiche?
Finalmente la Fantapolitica:
Due fazioni della chiesa con comuni obiettivi scelgono strade diverse: Una sceglie non un sostegno diretto ai partiti cattolici, ma un sostegno generalizzato ai cattolici in tutti i partiti ed un sostegno più sentito all'ala politica che rappresenta meglio le istanze della chiesa tra le due forze politiche maggiori.
L'altra preferirebbe un sostegno diretto ad un grande partito cattolico come una volta era la DC. Gli appartenenti alla seconda fazione potrebbero quindi voler abbandonare Berlusconi, e questo spiegherebbe gli inusuali attacchi che in questi mesi Avvenire ed altri esponenti della chiesa hanno rivolto verso Berlusconi. Ma perché attaccare prima di abbandonare? Perché per abbandonare la sala da ballo e fare un'altra festa devi portarti anche un po' di gente per riempire la tua balera, e la gente se ne va quando in tanti se ne vanno, ed in tanti se ne vanno quando il posto è brutto o quando qualcuno li convince che non è più bello come prima. Ma per andarsene ci vuole un posto più bello e quel posto lo stanno allestendo per la festa ormai da un po' di tempo, si chiama UDC. All'UDC suona l'orchestrina di Pier Ferdinando Casini, cattolico dichiarato anche se divorziato, più pacato, più moderato, potrebbe essere perfetto, soprattutto se riuscisse a costruire una nuova DC.
Ma c'è sempre qualcuno che rimane affezionato ai vecchi posti, a Berlusconi e PDL forti da un lato e dall'altra parte tanti cattolici nell'opposizione, perché tanto quel che conta è il risultato finale. Ed anche se in fondo gli obiettivi son gli stessi, cambiano le tattiche e le strategie, ed ecco allora lo scontro di cui noi vediamo ben poco, ma lo scontro c'è "Vuoi portarmi via la compagnia? Va là che ti faccio la guerra ti faccio." E così silurano Boffo con del materiale che tutti conoscevano da anni ma nessuno aveva fatto uscire, cade la testa, tutti si dicono amareggiati, Berlusconi dice di essere contro la linea del giornale del fratello, la CEI e Bagnasco sostengono Boffo; ma le parole contano poco, sono i segnali che devono essere osservati, perché le parole nel mondo cattolico sono come le apparenze, confondono e basta, la facciata va preservata sempre, perché nel mondo cattolico la facciata è un muro di difesa, l'importante è che davanti si appaia integri, lindi ed in linea con il pensiero cattolico, poi dietro si può fare quello che si vuole, basta che non si sappia in giro.

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