martedì 20 ottobre 2009

Inglourious Basterds (Recensione/Spiegazione)


Bastardi senza gloria: Quentin Tarantino ci ha messo dentro tutto, e non ha sbagliato le dosi.
C’è tutto in Inglorious Bastards, veramente tutto, attori pazzeschi e sconosciuti come Christoph Waltz (che interpreta magnificamente il Colonnello delle SS Hans Landa), Hitler spappolato, Goebbels che piange, c’è il mestiere del “fare cinema” e la rara consapevolezza di ciò che si sta creando, c’è il film dentro il film, il ricordo di grandi attrici ed attori del passato. Ci sono le scene cult, c'è la violenza, l’azione, la ritualità della battaglia dei nativi americani, la suspense, il ritmo, l’angoscia e soprattutto ci sono i giochi pirotecnici che Tarantino crea con i dialoghi, quelli sono i suoi “effetti speciali”.
Ma c'è di più nell’ultimo film di Tarantino.

Quattro spunti: il Cinema, la Caccia, la Vendetta, la Gloria.
(Spoiler)

1. Tarantino ha costruito il film sapientemente, saldando le trame di Quel maledetto treno blindato (Enzo Castellari) e Quella sporca dozzina (Robert Aldrich). Tarantino ama il cinema, lo divora e la sua regia onnivora regala citazioni per tutti: dai B movie italiani (fatti da artigiani del cinema che l’Italia purtroppo ha perso) ai film di genere, dallo spaghetti-western di Sergio Leone fino al cinema nazista di Leni Riefensthal attraversando altre mille minuziose citazioni. Tappatevi le orecchie quando sentite parlare di stravolgimento degli eventi storici, Tarantino non racconta la “Storia” ma “delle storie,” e non importa quanto siano vicine al reale, perché si sa, nella realtà non tutto ha un senso, mentre nella finzione tutto deve avere senso; un critico infatti ha descritto il capitolo finale del film (l’attentato ad Hitler nel cinema) come emblematico, perché il cinema è il luogo del possibile.



2. Un gruppo di soldati ebrei, viene trasportato nella Francia occupata, per dare la caccia ai nazisti uccidendoli, mutilandoli e terrorizzandoli: e già qui il senso del film si fà interessante proprio in relazione alla realtà, creando una narrazione che riflette al contrario gli eventi storici. Prima di questa storia, però, Tarantino ne aveva appena raccontata un’altra: quella del Colonnello delle SS Hans Landa, noto come “il cacciatore di ebrei”, che all'inizio del film riesce a scovare un’intera famiglia solo grazie alla sua arte affabulatoria (come non ricordare Carlo Ginzburg che in Miti, Emblemi, Spie, scrivendo del paradigma indiziario, ipotizzava che la prima narrazione dell’essere umano riguardante indizi e deduzioni è stata proprio quella di un cacciatore). Nel trattare il tema della caccia, Tarantino non ha dimenticato la preda: Shosanna Dreyfus, che ritroveremo adulta nel cinema dell’attentato a Parigi e che all’inizio del film era la ragazzina ebrea lasciata fuggire dal Colonnello Hans Landa, che decide di non spararle, sicuramente non per pietà, ma perché, da cacciatore, adora inseguire le prede per poi stanarle con l’arte della parola. Nel corso del film si replicherà più volte il tema della caccia con le sue numerose sfaccettature. La spia-attrice Bridget Von Hammersmark (Diane Kruger), nella taverna, partecipa con i soldati tedeschi ad un gioco di domande ed indizi, una sorta di “caccia al personaggio”; mentre l’'eroe di guerra tedesco Frederick Zoller è appunto un cecchino (i cecchini erano spesso scelti tra i migliori cacciatori); lo stesso Zoller, invaghito di Shosanna, condurrà con lei un gioco da cacciatore che insegue la preda sfuggente; lo stesso dualismo, questa volta privo di sentimenti, si ripresenterà sempre per la protagonista femminile, nel suo doversi sottrarre con sangue freddo alle indagini del Colonnello Landa (a Parigi per organizzare la sicurezza della premiere del film Orgoglio della nazione).







3. Nel cinema di Parigi, prima dell’attentato, vengono trasmessi due film: entrambi sono film di vendetta. Tutti i gerarchi nazisti si trovano a Parigi per l’anteprima del documentario che narra le gesta dell’'eroe di guerra tedesco Zoller (il giovane cecchino, che, da unico superstite, riesce ad uccidere tutti i nemici, vendicando i compagni caduti in battaglia. Un film realizzato dal Reich nazista per glorificare il suo eroe e la potente nazione ariana). L’altro film è quello girato da Shosanna Dreyfus e proiettato in sala proprio mentre lei stessa compie la propria personale vendetta, uccidendo gran parte dei componenti dello stato maggiore nazista. Non esiste nulla di più diverso tra questi due film. Se i destinatari del primo film saranno tutti i cittadini del terzo Reich, per il secondo i destinatari sono solo le sue vittime, e non c’è quindi nessuna gloria in questo film di vendetta, perché del film non rimarrà nessuna traccia: nessuna memoria, perché tutti gli spettatori moriranno bruciati, compresa la stessa Shosanna; nessun reperto, nessun resto materiale, perché anche la pellicola del film girato da Shosanna Dreyfus sarà persa per sempre nella distruzione più assoluta, cioè l’unica che assicura una vendetta certa: quella dove niente e nessuno può sopravvivere per raccontarla. Ma la vendetta di Shosanna è una vendetta assoluta soprattutto perché non vendica solo se stessa e la propria famiglia, ma tutte le vittime del nazismo, ricalcando fatalmente il progetto attuato proprio dai nazisti nei campi di sterminio (progetto che prevedeva la distruzione di ogni traccia, ogni testimone, ogni memoria, l’annientamento totale delle vittime e la loro distruzione finale nelle fiamme dei forni crematori).


4. Nel film di Tarantino ci sarà qualcuno che riceverà la gloria e qualcuno che non l’avrà mai; i Bastardi rimasti nel cinema, muoiono come kamikaze sacrificandosi nellattentato e come loro anche Shosanna sarà una “senza gloria”: talmente senza gloria da svanire all’improvviso dalla trama mentre porta a compimento la propria vendetta-annientamento (che nessuno conoscerà anche perché tutti crederanno che l’'attentato sia solo uno). Sarà invece tutto il contrario per il Colonnello Hans Landa: lasciando uccidere Hitler, Hans Landa, sarà ricordato e riconosciuto nel mondo con la gloria che appartiene a chi ha riportato la pace, ponendo fine ad un conflitto mondiale. Il tenente Aldo Raine (Brad Pitt) con un soldato (ultimi superstiti tra i Bastardi beffati da Landa), rinunciano alla propria gloria lasciando portare a termine il piano al Colonnello, non prima, però, di aver consumato l’ultima piccola vendetta: incidere con un coltello una svastica sulla fronte del Colonnello Landa.
La svastica incisa sulla fronte del Colonnello ha la funzione contraria del numero marchiato sul braccio dei prigionieri dei campi di sterminio (che era il primo passo per cancellarli come persone e farli sparire dall’umanità). La svastica della quale i nazisti si fregiano durante la guerra, sarà abbandonata in tempo di pace per nascondersi impuniti; marchiarli con la svastica serve a renderli riconoscibili, serve a non cancellare la memoria.




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