mercoledì 12 aprile 2017

I pensierini di Casaleggio spacciati per grandi idee


Un anno fa moriva Gianroberto Casaleggio. Sabato scorso, ad Ivrea l'associazione a lui dedicata ha organizzato il convegno SUM#01 sul tema del futuro.
Gli ideatori di questo convegno, però, più che interessarsi ai futuri prossimi e possibili erano interessati a promuovere un'immagine falsata ed idealizzata di Casaleggio.

Gianroberto studiava costantemente il futuro ed era interessato alla capacità di immaginare scenari, anticipare nuove tendenze e modellare realtà future. Cioè a quel campo che viene descritto come “Futurologia” e che lo ha sempre attratto.
L’8 aprile faremo insieme il primo passo attraverso una giornata d’ incontri in un luogo evocativo e direttamente riconducibile alla sua vita.



La verità è molto più semplice, Casaleggio non ha mai avuto nessuna capacità di leggere nel presente le direzioni e le tendenze future.
Ho deciso di leggere il suo ultimo libro pubblicato, Veni Vidi Web. Il risultato è imbarazzante e spaventoso allo stesso tempo.


Dietro un titolo così roboante e senza pudore da citare addirittura Giulio Cesare, si svela una raccolta di articoli (montati insieme con la pretesa di rappresentare un saggio), senza dati, senza numeri e con una bibliografia talmente scarna e scombinata da essere quasi divertente.
Più che una raccolta di articoli è una raccolta di pensierini.
Pensierini che non hanno spessore, non approfondiscono, non analizzano, hanno solo una caratteristica comune, sottolineare continuamente, come un mantra, che internet e la sua struttura sono la soluzione alla gran parte dei problemi dell'organizzazione umana, politica e sociale.

Tra i temi trattati: la vita dei brand, il lavoro e la crescita personale, le strutture aziendali, le intermediazioni negli scambi e nel mercato, l'Enciclopedia Britannica, le tecnologie superate, intranet, la democrazia diretta, relazioni e dinamiche nelle aziende e la figura del capo, usabilità, downshifting, le sue personali vicissitudini con i servizi clienti, i sei gradi di separazione.
Se questo insieme di temi non vi sembra avere un filo conduttore vi sbagliate, Casaleggio lo ha trovato, ed il filo conduttore è internet, ed è riuscito a collegarlo anche a Gengis Khan.
Nelle pagine di Veni Vidi Web, però, non trovano spazio le problematiche intrinseche o accentuate dalla rete, né sopratutto si trova spazio o tempo per fare cenno alle enormi incoerenze tra le potenzialità che Casaleggio vede nella rete e l'uso del mezzo che ne fanno Grillo ed il M5S negli stessi momenti in cui questi pensierini prendono forma.

Eppure questo libro è importante. Importante per interpretare la figura del guru del Movimento 5 Stelle. Casaleggio non illustra e non spiega, scrive oracoli.
Già dal titolo e dalla copertina (con l'arca dell'alleanza che salva gli eletti dal diluvio universale) traspare l'intenzione di raccontarsi come l'uomo in grado di anticipare i tempi, e soprattutto di essere una sorta di salvatore. Siamo oltre il culto della personalità, ci avviciniamo al delirio. Il capitolo finale ne è l'apice.
Il mondo futuro che Casaleggio abbozza nell'ultimo capitolo è talmente strampalato da far sorgere un dubbio, "Non è che forse questo libro è solo una gran presa per il culo ed il lettore meno brillante lo scopre solo nell'ultimo capitolo?"
No, Casaleggio ci crede, e lo scrive così Ma che pianeta mi hai fatto è un capitolo tratto dal libro Veni Vidi Web che è stato pubblicato in tre puntate in questi anni sul blog. Descrive un mondo perfetto con gli occhi di oggi.

Nel mondo perfetto desiderato e partorito dalla mente di Casaleggio ci sono cose rassicuranti come queste:
- Chi è sorpreso con un fucile è lasciato libero e nudo nei boschi e cacciato da personale specializzato con pallettoni di sale grezzo dall’alba al tramonto.
-  [...] rieducazione alla comprensione della vita in appositi centri yoga gestiti da neomaoisti.
- Corrotti e corruttori sono esposti in apposite gabbie sulle circonvallazioni delle città.
- Nelle cariche politiche e istituzionali si alternano, per un tempo limitato e per solo spirito civile, cittadini estratti a sorte.
- In Italia le statue di Garibaldi sono state sostituite da statue di Gengis Khan.
- I parrucchieri hanno chiuso i battenti, uomini e donne portano capelli lunghi e disordinati.


(Una versione edulcorata e ripulita dell'ultimo capitolo del libro è pubblicata sul blog di Grillo).

Se questi pensierini rendono Casaleggio un innovatore ed anticipatore, allora il Nobel a Silvio era meritatissimo e ci stava tutto pure con il bis bravo! 


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