lunedì 9 luglio 2018

Prima di parlare taci. Le anime morte. Salvini, l'immigrazione, Rolling Stone, Benetton, ed io


Mentre scrivevo questo articolo sull'immigrazione, su Salvini e su come è possibile contrastare la sua retorica, mi è successo di iniziare a ragionare sui numeri per poi arrivare a pensare a Le anime morte, di Gogol'.

Per raccontare l'immigrazione ci vogliono i numeri, per capirla ci vuole uno sguardo che esca dai confini italiani, eppure alla fine lo sguardo che stavo proiettando su un orizzonte lontano è tornato indietro, alla copertina di Rolling Stone, ad Oliviero Toscani che mette il logo Benetton su una foto di migranti in mare (la stessa Benetton saldamente inserita nell'industria globale dell'abbigliamento), e alla fine indietro fino a me stesso, come consumatore, come persona, ho guardato dentro me e ho visto le anime morte. 

Čičikov arriva in carrozza, in una provincia dell'impero russo, per acquistare per pochi soldi delle anime morte, cioè i servi della gleba morti dopo l'ultimo censimento, in questo modo avrà sulla carta, al suo servizio, un numero tale di persone da poterle ipotecare ed avere un guadagno. I servi della gleba morti rimangono sullo sfondo, sono il tema delle trattative che Čičikov fa con una serie di personaggi aridi, ridicoli, uno più vuoto dell'altro, si capisce presto chi sono le vere anime morte a cui si riferisce il titolo. 

E così siamo noi, che parliamo di immigrazione, usando il tema per distinguerci dagli altri, sentirci diversi e migliori, senza mettere in discussione il nostro stile di vita che in parte è causa dell'immigrazione. Io non so quanto il mio benessere incida sui problemi del terzo mondo, non so neanche a quanto sono disposto a rinunciare, o quanto cambiare. 

Scrivere un articolo non cambia nulla, contrastare la retorica di Salvini neanche. Trasformare l'Italia in un paese non razzista nemmeno. Continueranno a scappare dalle loro case, separarsi dai loro affetti, rischiare la vita in mare o in un campo di concentramento in Libia perché il mondo gira in questo verso e lì ci sono guerra e povertà. Noi che siamo anime morte possiamo provare ad essere un po' meno morti e cambiare anche solo qualcosa di piccolo.


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