giovedì 13 settembre 2018

Sulla mia pelle ti farà male, e va bene così



Sulla mia pelle, guardatelo, non è cruento, è un film perfetto. Perché ha tutti gli ingredienti per essere morboso ed invece, nonostante sia doloroso e necessario è un film delicato.
È costruito con la delicatezza di un vento che dirada la nebbia e mostra cosa succede nelle case, nelle strade, nelle caserme. Nei tribunali, negli ospedali, nelle prigioni.
Lo fa usando tra i tanti strumenti di regia e scrittura, quelli più impalpabili. Sguardi, silenzi, una comparsa inquadrata da lontano che si adagia sulla sedia in un gesto che racconta molto più di un dialogo.
Ma quanto pesa questa delicatezza? Quanto va a fondo? Tanto. Molto.
Non ci sono buoni e cattivi, c'è di più, non c'è la denuncia del sistema, c'è di più, c'è qualcosa che va oltre il fatto di cronaca ed oltre la trama. Cremonini e Borghi hanno fatto un film universale perché parla dell'animo umano, di come sia facile farlo abituare alle cose sbagliate, anche alle peggiori.
È questa anestesia dell'anima che ha ucciso Stefano Cucchi. Si è lasciato morire come farebbe un animale ferito, spaventato se si prova ad aiutarlo, nessuno lo ha capito o lo ha voluto capire nonostante la sua paura fosse lì sotto gli occhi di tutti, evidente come un ematoma che si allarga sotto la pelle e diventa più scuro giorno dopo giorno.
Non vediamo chi ha "ferito" Stefano, anzi, chi lo ha massacrato fino a rompergli la forza di vivere. Non lo vediamo perché il film si basa solo sui fatti accertati negli atti processuali, ad eccezione delle ultime parole di Stefano, che sono rivolte a chi, a Dio? A Marco? Forse ad entrambi, forse anche a noi perché il film minuto dopo minuto ci avvicina a Stefano e quando morirà saremo accanto a lui. Almeno nella finzione Stefano non è morto da solo.
È straziante vedere una persona che muore lentamente, fa male, prendiamo quel male e teniamolo dentro per ricordarci quanto sia facile abituarsi alle cose sbagliate, quanto è facile fare del male ad un'altra persona. A volte basta un gesto poco attento, un pacchetto di sigarette spostato. Guardatelo, capirete.



Iscrivetevi alla pagina Facebook per avere contenuti extra e rimanere aggiornati. Su Youtube spiego in modo semplice cose complicate, giuro. Su Instagram ho un atlante liquido simmetrico e se non avete idea di cosa sia va bene così, neanche io lo so. Seguite qui tutti i miei progetti (se vi annoiate ci sono tante foto strane in bianco e nero).

Nessun commento:

Posta un commento

Dimmelo