lunedì 22 giugno 2020

Abbattiamo le statue? Dibattiamone


Se il dibattito sulla statua di Montanelli vi ha già annoiati è perché forse siete finiti nel flusso sbagliato.
Lo scorso anno la vernice rosa su Montanelli aveva aperto riflessioni tuttora valide, interessanti e non ancora esaurite, ne avevo parlato in un articolo con Montanelli e PPP in rosa (nello stesso articolo tre approfondimenti, Davide Piacenza (Wired) sul fare attenzione ad idolatrare Elvira Banotti; Zad El Bacha (Vice) sul rapporto tra colonialismo italiano e lo sfruttamento sessuale; Jennifer Guerra (The Vision) per conoscere meglio Montanelli e quello che i suoi biografi non raccontano).

In questi giorni ci sono stati molti articoli interessanti.

Tre interventi:
- Virginia W. Ricci (Esquire)
- Arnaldo Greco (Rivista Studio)
- La redazione di The Submarine
che con percorsi ed opinioni diverse sono a favore dell'abbattimento delle statue.

Contrario all'abbattimento è invece Luca Sofri (direttore de Il Post e tra i più acuti osservatori che abbiamo in italia), e questo breve articolo è da leggere proprio se siete dell'opinione contraria, perché con grande sintesi dice due cose, è meglio non fare statue, ma quelle che ci sono è meglio rimuoverle con un processo condiviso e non con uno "strappo".
A questa tesi si può naturalmente rispondere che alcuni importanti progressi sociali e culturali avvenuti nello scorso secolo sono stati generati dagli strappi della storia anziché da lenti mutamenti o mediazioni tra parti opposte.

Altri quattro articoli invece vogliono mostrare come lo sguardo che si concentra su Montanelli sia miope:
- Lorenzo Ferrari (Il Post) precisa che Montanelli era un sottotenente, e nessuno sta tirando giù le statue di chi, ad esempio Giolitti, dall'alto della sua carica ha pensato, costruito e sostenuto il colonialismo italiano.
- Stefano Piri (Esquire) su quanto ci piace usare la memoria per dibattere e quanto poco conosciamo la storia.
- Francesca Moretti (The Submarine), ok, va bene tutto, ma in questo dibattito nessuno parla del razzismo e delle condizioni delle minoranze in Italia.
- Leonardo Tondelli, segnalava come la definizione di Montanelli "pedofilo" serva a sbarrare la strada ad ogni possibile dibattito, era l'anno scorso, qui il dibattito che ne è seguito oggi.

Per capire meglio:
- Perché c'è una statua di Montanelli a Milano? (Il Post), la risposta non è così semplice.
- Altri motivi per non gradire una statua di Montanelli (Luigi Mastrodonato - Wired).
- Perché a Bristol hanno abbattuto la statua di Edward Colston? (Giulia Blasi - Esquire).
- Cose poco note su Cristoforo Colombo, che spiegano perché anche le sue statue non sono gradite (Il Post).

Soluzioni?
Carlo Invernizzi-Accetti (The Guardian) su un controverso monumento di Bolzano e la soluzione adottata dall'opera di Arnold Holzknecht and Michele Bernardi, che sceglie di interagire con il passato anziché posizionarsi su uno dei due poli opposti del distruggere o mantenere inalterato.

Per concludere tre letture molto lunghe ed approfondite:
- Enrico Gullo (Il Tascabile) sulla conservazione e la rimozione del passato. 
- Enzo Lauria (Kabul Magazine) Iconoclastia oggi.
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